Castiglion Fosco

Il paese è collocato sulla sommità di un piccolo colle di 350 m s.l.m., da cui è possibile scorgere un'altura, dominante l'intero territorio, denominata Montalvino, alta 666 metri.
Simbolo di Castiglion Fosco è l'imponente torre, dalla particolare base cilindrica che si staglia sul paese come fosse ancora a difendere i confini del castello.
Venne iniziata nel 1462 e completata nel 1500, come rivela una scritta dell’epoca incisa su un mattone al secondo piano, fu ristrutturata e resa facilmente accessibile negli anni ’90. Al suo interno si possono visitare il piano più basso (dove si evince lo spessore delle mura portanti), salire la scala a chiocciola fino ai due piani intermedi (dove sono ancora ben visibili i meccanismi dell'antico orologio a pesi, purtroppo non più funzionante) ed arrivare così alla cima, dove si può godere una veduta a 360° della vallata.

Da piazza della torre proseguendo verso l’interno del borgo in via Mattei, si scorge in lontananza il meraviglioso campanile merlato di Collebaldo, incorniciato da grandi alberi. A sinistra si vede la piazza principale, nata attorno al pozzo che fungeva da cisterna d’immagazzinamento dell’acqua; si può ammirare da un’altra prospettiva la torre e le tre campane a vela, sulla piazza si affaccia anche la Chiesa parrocchiale di Santa Croce che dal 1820 ha acquisito l'aspetto attuale, ma che in realtà è una “chiesa nella chiesa”. Si hanno infatti resti molto evidenti di una struttura molto più antica datata XII-XIII secolo .
All'interno si possono ammirare numerose opere artistiche d'estrema importanza per la comunità locale come un crocifisso ligneo del 1600, portato in processione in tempi di carestia e che, puntualmente, compiva il miracolo portando la stagione della pioggia e la fine della siccità. Ma l’opera con la storia più interessante e travagliata, che ha ripreso il proprio posto nella chiesa solo da pochissimi anni, è la statua in legno policroma della Madonna con Bambino, chiamata Castiglionesi Madonna del sorriso o Madonna di San Giovanni . La statua è alta 135 cm, di scuola umbra databile nella fine del XIV secolo: straordinari ed insoliti sono il dolce sorriso e le gote rosse della Madonna, che presenta il Bambino Gesù, avvolta da un soave manto color lapislazzulo. Nei primi anni ottanta venne trafugata proprio da questa chiesa e solo una fortunata coincidenza ha permesso di rintracciarla nei primi anni del 2000 in una mostra d’arte sul lago di Garda. Secondo la tradizione popolare la statua avrebbe percorso, da sola, il tragitto dalla piccola Chiesa di San Felicissima al convento di San Giovanni, oggi in rovina, ma al tempo gestito dai francescani. Nel percorso la Vergine avrebbe tracciato un sentiero ancora visibile. In realtà delle origini della statua non si hanno notizie certe, i primi documenti in cui viene citata risalgono al 1860. Nel tempo, proprio per motivi di sicurezza si preferì conservarla nella chiesa di Santa Croce, dentro le mura del paese. In seguito al suo ritrovamento fu restaurata e restituita alla comunità. La storia di questa famosissima Madonna, costruita in un unico tronco di legno (forse ulivo), con un sorriso ampio e sereno, le gote rosse e uno sguardo profondo che la fa assomigliare più all'iconografia bizantina che a quella cristiana, non finisce qui. Infatti, cercando nella canonica documentazioni indispensabili per attestare la proprietà della contestata statua, fu rinvenuto in un ripostiglio, uno dei primi organi costruito dal maestro Angelo Morettini (1799 - 1877), ora restaurato, accompagna con il suo suono le celebrazioni liturgiche. Oltre questo, scavando una nicchia , per trovare una collocazione adeguata alla statua dopo il ritrovamento, sulla parete destra della chiesa di Santa Croce, ci fu chi gridò ancora al miracolo. Dal nulla apparve un bellissimo affresco del 1523, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi, attribuito alla scuola del Perugino Percorrendo via Chiesa si raggiunge piazza Vermiglioli, su cui si affaccia il maestoso edificio medievale Palazzo Corneli, in parte di proprietà comunale, attualmente fase di ristrutturazione e ammodernamento per valorizzarlo e creare nuove unità abitative.

Prendendo la strada per Greppolischieto si costeggia un bellissimo punto panoramico a 518 metri d'altezza chiamato proprio Poggio della croce in onore della croce collocata in memoria di due soldati morti durante la seconda guerra mondiale. Proseguendo la strada si arriva a un altro punto, ancor più spettacolare, Poggio del vento dove è stata edificata una piccola chiesa intitolata alla Madonna.

Il toponimo Castiglion Fosco deriva dal nome di un soldato Fuscus o Fuscius, che ricevette in dono il borgo che gli diede i natali, dall'imperatore Ottone II, quale ricompensa per aver partecipato alla sfortunata spedizione contro i saraceni in Calabria: da allora identificato come Castrum Filiorum Fusci.

A cavallo tra luglio e agosto si svolgono la Festa della Torre e la Sagra dei fagioli.